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24 agosto 2014

Rainer Maria Rilke: una poesia per Apollo


Poesia e filosofia estetica si uniscono. Strumento ed esortazione potente per dare nuova presenza (già presente) all'assente. Questione di sensibilità e tutto torna ad apparire.




TORSO ARCAICO DI APOLLO

di Rainer Maria Rilke


from Rilke: Selected Poems (Univ. of California Press, 1957)

Torso arcaico di Apollo Louvre
Torso arcaico di Apollo,
V-VI sec. A.C., Louvre

Non conoscemmo il suo capo inaudito
e le iridi che vi maturavano. Ma il torso
tuttavia arde come un candelabro
dove il suo sguardo, solo indietro volto,
resta e splende. Altrimenti non potrebbe abbagliarti


la curva del suo petto e lungo il rivolgere
lieve dei lombi scorrere un sorriso
fino a quel centro dove l'uomo genera.

E questa pietra sfigurata e tozza
vedresti sotto il diafano architrave delle spalle,
e non scintillerebbe come pelle di belva,

e non eromperebbe da ogni orlo come un astro:
perché là non c'è punto che non veda

te, la tua vita. Tu devi mutarla.
Torso arcaico di Apollo Louvre

[versione originale]

Wir kannten nicht sein unerhörtes Haupt,
darin die Augenäpfel reiften. Aber
sein Torso glüht noch wie ein Kandelaber,
in dem sein Schauen, nur zurückgeschraubt,

sich hält und glänzt. Sonst könnte nicht der Bug
der Brust dich blenden, und im leisen Drehen
der Lenden könnte nicht ein Lächeln gehen
zu jener Mitte, die die Zeugung trug.

Sonst stünde dieser Stein entstellt und kurz
unter der Schultern durchsichtigem Sturz
und flimmerte nicht so wie Raubtierfelle

und bräche nicht aus allen seinen Rändern
aus wie ein Stern: denn da ist keine Stelle
die dich nicht sieht. Du musst dein Leben ändern.