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11 giugno 2014

Archiflash su "La città tra 100 anni"

La città tra 100 anni?
Recentemente ho avuto modo di ascoltare, come risposta a questa "stuzzicante" domanda, che tra cento anni non esisteranno più le città nella loro configurazione fisica attuale, come conurbazione più o meno addensata attorno a un nucleo o a nuclei generativi. Tra cento la città diverrebbe invece un sistema diffuso.

Sarà, a mio avviso, il contrario e provo ad elencare in modo sintetico alcune delle ragioni che danno senso alla mia opinione:
- i disagi e conflitti che la dispersione insediativa ha generato;
- la presa di coscienza del grande valore dei vuoti urbani periferici;
- le spinte sempre maggiori verso una tutela ambientale e paesaggistica in senso lato;
- la necessità di una sempre più inderogabile sostenibilità energetica e sociali.

Il discorso aprirebbe a scenari complessi e articolati come quello di una maggiore pervasività dell'Information Tecnology nella vita del'individuo in relazione al suo rapporto fisico con il costruito e quindi tutto l'apparato delle future evoluzioni tecnologiche possibili e ad oggi limitatamente prevedibili. E poi il tema delle Smart city, che mostra oggi i primi timidissimi spunti di riflessione.

Ma nello scenario di una complessa imprevedibilità, alcune necessità del momento porteranno sicuramente a dinamiche opposte a una diffusione e "ramificazione invadente" della città...almeno tra 100 anni.