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17 marzo 2014

Rural Studio. Etica, ambiente e progetto per una necessità che non dimentica la qualità

Rural studio è un "gruppo" di progettazione/costruzione fondato all'interno della Auburn University (Alabama, USA) nel 1993 da DK Ruth e Samuel Mockbee, fornendo la possibilità agli studenti di architettura di avere una esperienza sul campo in merito alla costruzione di manufatti. Tale opportunità viene nobilitata dall'alto  valore educativo in quanto la natura degli interventi che lo studio realizza è rivolta alle fasce di popolazione meno abbienti nella regione del Black Belt nell'ovest Alabama.  Nei suoi primi anni lo Studio è diventato noto per aver focalizzato l'attenzione, la necessità e la possibilità sulla questione del riciclo dei materiali per la costruzione, riutilizzo e rifacimento di architetture di qualità. Nel 2001 Andrew Freear succede a Samuel Mockbee come direttore. Sotto al sua direzione Rural Studio ha ampliato la portata e la complessità dei suoi progetti, concentrandosi in gran parte su progetti rivolti alla comunità.

La filosofia di Rural Studio è che tutti, ricchi e poveri, meritino i benefici derivanti da un buon progetto. Tale obiettivo lo si persegue attraverso uno studio dei fabbisogni comunitari del luogo ed un conseguente confronto continuo che gli studenti avviano con le con le comunità residenti, un dialogo mediante il quale si  definiscono soluzioni attivando, a volte, anche raccolte fondi e dibattiti su idee di progetto per poi approdare ad un opera finale di indubbia qualità. Rural studio si interroga continuamente su ciò che sarebbe necessario costruire, piuttosto che ciò che potrebbe essere costruito, sia dal punto di vista prestazionale che di necessità effettiva dell'opera.
 
Ogni anno vengono realizzati quattro o più progetti da case unifamiliari a piccole strutture pubbliche con progetti seguiti da singoli studenti o piccoli gruppi. Ad oggi Rural Studio ha realizzato più di 150
progetti ed educato più di 600 "Citizen Architects." Tra i riconoscimenti più importanti ottenuti va segnalato il Global Award for Sustainable Architecture (Francia, 2008), menzione d'onore Award for Sustainability and Humanity in the Built Environment, Research & Initiative (Germania, 2007), Ralph Erskine Award for Architecture (Stoccolma 2006).
 
 
LIONS PARK PLAYSPACE
Greensboro | Alabama, USA | 2012

Un intero parco giochi che gli studenti del Rural Studio costruiscono attraverso l'assemblaggio di 2000 fusti da 55 galloni di acciaio zincato ricevuti in donazione e all'origine utilizzati per il trasporto di olio di menta. La configurazione spaziale crea labirinti che inducono all'esplorazione e alla scoperta, con l'inserimento di tubi sonori e camere sensoriali nascoste per aumentare l'interattività, la stimolazione mentale e la fantasia dei bambini. L'immagine del Parco cerca di farsi paesaggio essa stessa diversamente dalla concezione classica per cui i playgrounds sono inserti all'interno di un ambiente.
 
 
 
 


 
FIRE STATION
New Bern | Alabama, USA | 2004
L'opera costituisce il primo edificio pubblico a New Bern dopo 110 anni, per questo utilizzato anche per le riunioni del consiglio comunale e della comunità, costituendosi come un piccolo attrattore sociale. Va segnalato il merito del gruppo di progetto che è riuscito a raccogliere per la sua realizzazione e gestione 100.000 $ come donazioni. Anche questo intervento si caratterizza per la semplicità ed economicità dei materiali e della composizione fopmale configurando un grande guscio che protegge la grande aula coperta da elementi in alluminio zincato sorretti da capriate in legno di cedro e racchiusa da pannelli in policarbonato e permettono un grande intervisibilità con il contesto.
 
 


 
 
 
PERRY LAKE PARK PROJECT
Marion | Alabama, USA | 2001-2005
Il progetto, che raccoglie quattro team di studenti, uno per ogni anno, si confronta con la necessità di dover realizzare piccole strutture di servizio nella riserva naturale di Perry Lakes. Lo Studio concepisce tre struttura. La prima è un padiglione concepito come una grande aula multiuso aperta al paesaggio in legno di cedro (molto resistente in caso di inondazioni a cui il parco è spesso soggetto) e una copertura in lastre d'alluminio. Dell'opera se ne ha una percezione finale discreta, una presenza dal minimo impazzo nel contesto naturale. Le autorità del parco, dopo il grande riscontro ottenuto dal padiglione, commissionano un blocco servizi igienici, dalle dimensioni ridotte realizzato con lo stesso connubio di materiale del padiglione, ed un ponte per valicare il fosso di un piccolo torrente. Si rintraccia una coerenza molto forte nella poetica dei tre interventi che riesce a garantire il risultato finale di una contestualità sostenibile anche in termini economici e sociali.