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03 dicembre 2013

presentazione L'architettura del Continuo, alcune note


Esiste un'architettura del continuo, benché spesso essa si concretizzi in esiti dall'eccessivo formalismo (cit. Fabio Quici) che credo impoverisca la ricerca compositiva e trascuri spesso le istanze essenziali a cui l'architettura deve dare una risposta e da cui essa non può mai sottrarsi.

L'architettura del continuo riceve linfa vitale e spinta verso nuovi orizzonti di ricerca negli anni '90 grazie alla 'maturazione' della vera prima generazione dell'information tecnology.

L'information tecnology, come sottolinea Antonino Saggio, non è un esito, non un arrivo, non un approdo della ricerca, è crisi, forse è un catalizzatore di crisi, ed avrà lunghissime ripercussioni, delle quali ancora non abbiamo la possibilità di prenderne pienamente coscienza. L'IT ancora permea poco il mondo delle leggi costitutive dell'architettura ma è futuribile ritenere inevitabile l'ibridazione materia architettonica e IT.

Concorde con Luigi Prestinenza Puglisi negli anni '90  le ricerche diedero vita a un set di strumenti capaci di sondare il reale attraverso il virtuale e viceversa generando nuovi campi di apparizione della materia, intersezioni, sovrapposizioni e spesso collisioni.  Quei filoni di indagine vanno ripresi, sostenuti e necessariamente approfonditi, pena la pericolosa deriva verso un formalismo asettico che permette oggi la cosiddetta architettura parametrica di cui spesso si abusa, o un banale uso di tecnologia posticcia che non ingaggia relazioni qualificate con la materia del manufatto architettonico.