green

30 settembre 2013

Kahn e la luce

 "... uno spazio non assumerà mai il suo posto in architettura senza la luce naturale…

…anche una stanza buia ha bisogno di almeno una fessura di luce per comunicare la sua oscurità"



L. KAHN

28 settembre 2013

Nebbia a Dubai



Il video è stato realizzato dal fotografo tedesco Sebastian Opitz che ha scattato diverse foto dall’85° piano del grattacielo Princess Tower a Dubai, raccogliendole in time lapse.
L'evento si verifica poche mattine l'anno, nel cambio di stagione in primavera e in autunno.

24 settembre 2013

Domus cambia direttore e arrivano i Maestri

Domus cambia Direttore. A Joseph Grima subentra Nicola Di Battista che lancia, in pompa magna, la nuova direzione annunciando il suo affiancamento a quelli che definisce i 5 maestri della contemporaneità: David Chipperfield (che ha da poco ottenuto l'incarico prestigioso di restauruare la Haus der Kunst di Monaco di Baviera), Kenneth Frampton, Hans Kollhoff, Werner Oechslin, Eduardo Souto de Moura. 
Nella comunicazione che sarà arrivata in email anche a molti di voi Di Battista scrive:
  
“Vorremmo scrutare la nostra contemporaneità anche con gli occhi di questi Maestri, che fanno le loro scoperte dove gli altri hanno cessato di guardare”.


Domus nell'ultima decade ha vissuto un periodo di ombra rispetto ad altre riviste di settore, le quali oltre a presentare una quota pubblicitaria inferiore (caratteristica che fa infuriare il lettore sebbene sia mossa da esigenze economiche di sussitenza), spesso contenevano allegati speciali/tematici  o comunque editoriali di buon livello. A porla poi in secondo piano c'erano le scelte dei progetti pubblicati che facevano poco appeal. L'ultimo decennio, infine,  ha visto la nascita o l'espansione di alcune riviste internazionali a danno di molte delle "italiane". Ed ora una nuova insidia all'editoria arriva dal diffondersi dell'e-reading, obbligandola a riorganizzarsi.
E così...leggendo i nomi dei 5 maestri viene da chiedersi se Domus sarà capace di rilanciarsi e di "rinfrescarsi", ne ha estrema urgenza credo. Ma siamo sicuri che saranno proprio questi maestri a riuniscre nell'obiettivo generare un nuovo confronto della rivista con l'architettura contemporanea?
L'analisi del critico di architettura Luigi Prestinenza Puglisi sulla nuova direzione pare senza sconti.

17 settembre 2013

World Trade Center, i 9 anni di cantiere in time lapse...e alcune considerazione



Si avvia a conclusione del cantiere della Freedom Tower.
L'area del World Trade Center, dopo catastrofico evento del 2001, è stato oggetto dei più accesi dibattici tra cittadinanza, società di gestione dell'area, associazioni delle vittime, più di un concorso bandito e i cui esiti sono puoi sfumati/cambiati/cancellati.

proposta originaria di Libeskind_foto1

Il web trabocca di numerosi articoli che restituiscono una più o meno oggettiva storia della ricostruzione. Per questa ragione, anche ero inizialmente tentato, credo che sia poco utile ripercorrere tutte le vicende del sito in questa occasione. Mi permetto però un'opinione: una grande occasione è stata persa, o quantomeno repressa. Il progetto di Libeskind, vincitore del concorso bandito nel 2002, anche se troppo ricco forse  di rimandi simbolici, era molto coraggioso e innescava moteplici relazioni e constrasti (non sempre negativi) con il contesto urbano e lo skyline di Manhattan. Tali peculiarità non sembrano più appartenere al quasi realizzato progetto (ideato dal gruppo Childs composto in quota maggioritaria dallo studio SOM), che pur tenendo conto della
proposta di Libeskind realizza una soluzione "asciutta" che ha in ogni caso garantito l'inizio dei cantieri in tempi umani, nonchè accorciato la durata dei lavori. 

proposta di Skidmore, Owings and Merril

proposta di Foster and Partners



proposta originaria di Libeskind_foto2
proposta di Peterson Littenberg
 


WTC Memorial, 2004

08 settembre 2013

Vanity Height: lo spazio "inutile" dei grattacieli

Mi sono imbattuto in un interessante articolo che analizzando, sulla base dei dati del Consiglio per gli Edifici Alti e l'Habitat Urbano - C.T.B.U.H., gli edifici più alti del mondo ne dichiara la percentuale di spazio non abitabile, la cosiddetta Vanity height (nome assegnato con un punta di sarcasmo).

Si nota così che gli edifici costruiti negli ultimi due decenni, quelli dell'accelerazione della corsa a costruire edifici sempre più alti, siano quelli con la più alta percentuale di spazio non abitabile, che quasi sempre assume una funzione tecnica e secondo luogo di impatto visivo.

E' interessane anche notare che la quota di vanity height si aggira sempre comunque intorno ad 1/3 dell'altezza totale. Due sicuramente sono le ragioni della  ricorrenza di tale proporzione:
a) il ritorno economico; un edificio con una Sup. abitabile troppo bassa frutterebbe poco per rientrare abbastanza velocemente nell'investimento di capitale fatto per la sua costruzione;
b) se non valesse comunque il caso precedente esiste una ragione tecnologico-costruttiva: le strutture sommitali che costituiscono la Vanity height tendono a convergere sempre in forma di punta. Ciò comporta la necessità di scegliere strutture più leggere e snelle che permetterebbero poco l'abitabilità, senza tra l'altro appesantire ulteriormente l'edificio. Senza contare il problema della risposta dell'edificio alle oscillazioni, fenomeno direttamente proprozionale all'altezza dell'edificio.


In attesa di capire il destino dello Sky City One, anche la costruenda Kindom Tower (che si appresta ad essere l'edificio più alto del mondo con i suoi 1000 m di altezza) progettata dallo studio Adrian Smith + Gordon Gill Architecture, avrà una superficie non abitabile del 29%.
 
Kingdom Tower © Adrian Smith + Gordon Gill Architecture


 

03 settembre 2013

Motion sculptures for CCTV Documentary Channel




"Motion sculptures for CCTV Documentary Channel is a digital metaphor of phenomenal blinks and moments that life consists of. In four Idents we follow a visual performance of organic and vital substance, animated using data of actors movements.
 
Idents visualize four different themes. To emphasize the emotion of each Ident, we have decided to use different textures of steel, wood and glass. Motion sculpture of steel reflects old Chinese adage that true power is mastering yourself. Youthful energy of dancers evolve into beautiful organic sculpture. Colorful happiness is the engine of father's and his daughter's joy. Two lovers visualize fragility and vitality of love in the last Ident."


 
Credits
Client: CCTV

Creative Director: JLDesigners: Hsiang Ju Hung, Utsuo Chen


VFX / Design Company: KORB
Concept Development: JL DESIGN & KORB
Producer: Lina Paskeviciute
Animation Director: Rimantas Lukavicius
Technical Director: Giedrius Paulauskas
3D/2D Artists: Giedrius Paulauskas, Rimantas Lukavicius, Karolina Sereikaite, Tomas Juchnevic, Justinas Vinevicius
Music / Sound design: John Black, CypherAudio

Year of completion: 2013