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24 luglio 2013

Il complesso residenziale Habitat 67 e Leonard Cohen

Gli anni '60 sono gli anni della fine del pensiero Moderno.
Nelle arti, nelle scienze umane, nella filosofia si sviluppano nuovi filoni di pensiero, in parte reazioni. Alcuni storici definiscono questo decennio come "della frammentazione del pensiero". Nascono "isole" di ricerca all'interno delle quali ogni architetto sviluppa e approfondisce un tema (sono gli anni delle opere più conosciute di Saarineen, Utzon, ma anche di Sharun, ecc.) Si inseriscono in questo panorama anche gli studi sull'abitazione cellullare e il suo sistema aggregativo del giovane architetto israelo-canadese Moshe Safdie.
A soli 25 anni, partendo dal progetto sviluppato per la sua tesi di laurea, nasce Habitat 67, complesso edilizio costruito per tempo in occasione dell'Esposizione universale di Montréal del 1967. Fu realizzato soltanto in minima parte rispetto al progetto iniziale (12 piani realizzati invece che 22), costituito da 158 unità abitative sviluppate in 15 tipi differenti e con tagli da 57 mq a casa da 160 mq. 
Fu un audace esperimento sia per le modalità abitative che innescava un edificio costituito da così tante cellule "accatastate", sia per quel che riguarda la sua tecnologia costruttiva. L'intero complesso è infatti composto da elementi prefabbricati assemblati con tiranti cavi così da permettere grandi porzioni sospese.
L'esito finale è  fu una macrostruttura, tendenza - quella della macro scala - che si affermava anche in Italia negli stessi anni. Il progetto scatena l'ira dei critici per l'esotica forma frastagliata, altri invece ne apprezzano il sapiente gioco di incastri che permette, a ognuno dei 15 tipi di alloggi, di avere un terrazzo e un'ottima vista.

Nel 2001 esce In my secret life di Leonard Cohen, il cui videclip è stato girato all'interno di Habitat 67, visibile in fondo al post. 

Armando Iacovantuono


via studio3postindustrial.wordpress.com
© (2001) Canadian Architecture Collection, McGill University
via studio3postindustrial.wordpress.com
by Ykah via Wikimedia Commons
via ethel-baraona.tumblr.com
© (2001) Canadian Architecture Collection, McGill University
by Gergely Vass via Wikimedia Commons