green

26 giugno 2013

1987. Ludovico Quaroni agli studenti

Nel dicembre 1987, su Domus 689 Ludovico Quaroni scrisse una serie di "raccomandazioni" agli studenti di allora. Una di esse colpisce particolarmente perché così contrastante con la realtà e le necessità dell'architetto di oggi, sopratutto durante la sua carriera professionale post-universitaria:

"Salvo casi eccezionali di forza maggiore, Scarpa ha sempre progettato da solo: e questa è un'altra delle raccomandazioni ch'io vi faccio. Progettare da soli è l'unico modo per procedere, per far progressi, perchè disegnando al tavolino uno ha la capacità di disegnare una cosa, una parte del tutto, pensando a tutto e alle altre parti; o perlomeno disegnare un alzato pensando alla pianta e viceversa, cosa che non è possibile fare in più d'uno, a meno che non sia possibile, fra amici molto simili, dividersi il lavoro, ma attenti! Innanzitutto, se non lavorate da soli non saprete mai quali sono i vostri punti deboli, i punti da curare, da correggere; secondariamente un progetto fatto in due in tre da ad ognuno dei partecipanti l'impressione d'essere lui a dirigere, a condurre l'operazione, e non si accorge che senza che lui se ne accorga, la sua opera viene ridotta, mutilata o deviata degli altri"