green

26 giugno 2013

1987. Ludovico Quaroni agli studenti

Nel dicembre 1987, su Domus 689 Ludovico Quaroni scrisse una serie di "raccomandazioni" agli studenti di allora. Una di esse colpisce particolarmente perché così contrastante con la realtà e le necessità dell'architetto di oggi, sopratutto durante la sua carriera professionale post-universitaria:

"Salvo casi eccezionali di forza maggiore, Scarpa ha sempre progettato da solo: e questa è un'altra delle raccomandazioni ch'io vi faccio. Progettare da soli è l'unico modo per procedere, per far progressi, perchè disegnando al tavolino uno ha la capacità di disegnare una cosa, una parte del tutto, pensando a tutto e alle altre parti; o perlomeno disegnare un alzato pensando alla pianta e viceversa, cosa che non è possibile fare in più d'uno, a meno che non sia possibile, fra amici molto simili, dividersi il lavoro, ma attenti! Innanzitutto, se non lavorate da soli non saprete mai quali sono i vostri punti deboli, i punti da curare, da correggere; secondariamente un progetto fatto in due in tre da ad ognuno dei partecipanti l'impressione d'essere lui a dirigere, a condurre l'operazione, e non si accorge che senza che lui se ne accorga, la sua opera viene ridotta, mutilata o deviata degli altri"


22 giugno 2013

la città pedonale??? ma dove!

Stamane ascoltavo una pubblicità alla radio che definiva il Parco Leonardo come "la città pedonale". E' terribile continuare a sentire osannare, anche da parte di tantissimi cittadini (cosa ancor più grave), un orrore nato dell'atteggiamento italiano fin troppo permissivo nei confronti delle speculazioni edilizie grigie, e della rendita fondiaria! Come osano chiamarla città, e per giunta pedonale!!

Un'isola nel nulla! Edifici residenziali che usufruiscono di sterili attività commerciali incapaci di mettere in moto quei meccanismi sociali tipici della città vera; e a controbilanciare la funzione residenziale, secondo i pianificatori dell'isola Leonardo  nascono due grandi casermoni: il cinema multisala e il centro commerciale. Sono queste le grandi funzioni che danno vita a quello che si pretende paragonare a un pezzo di città?! La realtà è che l'abitante del Parco dorme lì ma non ci vive! E la periferia romana è circondata di residence dormitori, ma Parco Leonardo gode di un meccanismo pubblicitario ancora vigoroso, fa quindi da paradigma nel racconto degli errori delle periferie contemporanee romane.

Per non parlare della qualità architettonica degli edifici residenziali, tanto ambiti dalla media borghesia romana!  Il delirio delle modanature e dei colori pastello incomprensibili! E sotto la "città"....un mega parcheggio utile solo al consumismo vorace del centro commerciale. 

Armando Iacovantuono



08 giugno 2013

Morte come vita: due citazioni

Due sovrapposizioni di un pensiero, nello stesso giorno. 

In questi giorni ho iniziato a leggere  Autopoiesi e cognizione. La realizzazione del vivente. di H. R. Maturana e F. J. Varela. Maturana da piccolo si chiedeva cosa facesse vivere le piante e gli animali  Al suo primo anno di medicina scrisse un poema di cui mi ha colpito,per la forza che in poche parole condensa l'esistenza della vita, l'ultima parte della strofa che segue; non è una poesia triste in quanto il tema della morte viene utilizzato per dare ragione della vita:

L'altro, nella sua pace, nel suo silenzio
nella sua incosciente sublimità, nulla sente
nulla sente, nulla sa,
perchè la morte è la morte 
e dopo la morte c'è la vita
che senza la morte è solo morte.

Nel film Treno di notte per Lisbona di Bille August c'è una scena, ad un certo punto del film, in cui si dice:

...è solo in virtù della morte che il tempo è vivo.

Il senso di tutto è a quanto pare: la morte è il senso della vita. Non bisogna farsi trarre in inganno, perchè il componimento di Maturana che la citazione dal Film sono intrinsecamente positive.