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08 marzo 2013

La cupola di Santa Maria del Fiore e il grattacielo

L'altro giorno mi son posto la seguente domanda:
esiste oggi, o nell'ultimo secolo, uno sforzo immane nel rispondere a sfide architettoniche ingegneristicamente ardite, come quella della costruzione della cupola di S.M. del Fiore a Firenze, o della Cupola di Michelangelo a Roma, ancora più indietro nel tempo, del Pantheon romano????
Pensiamo al cantiere di Firenze....arriva Brunelleschi e lui stesso inventa i gru adatte a sollevare materiali fino a quell'altezza e impalcati adatti a costruire una cupola che come ben si sà è a doppia calotta (geniale invenzione prima di tutto per alleggerirne il peso).

Pensate ai grandi pilastri necessari a sorreggere il peso della pesantissima e solidissima cupola di San Pietro... quale immane sforzo di ingegnerizzazione del cantiere ha permesso architetture così mastodontiche in un epoca così remota. Eppure son lì.
Ma oggi? Esiste un sforzo architettonico equiparabile, con le dovute equivalenze a quelli sopra citati? Sì secondo me: la costruzione di edifici in altezza. Senza stare a citare la nascita e l'evoluzione che risale a 100 anni fa il sogno contemporaneo è quello di costruire edifici alti anche 1000 m. Di progetti ve ne sono ma non esistono ancora soluzioni strutturali ad hoc per garantire la costruzione e solidità. Qui nasce lo sforzo futuribile dell'architettura di oggi: limitare l'uso del suolo e slanciarsi contro la gravità, sempre più alto.