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03 ottobre 2012

sept2008__La dimensione umana dell'architettura /The human dimension of architecture

pubblicato su presS/Tletter n.25-2008

Penso che molta architettura che più strettamente appartiene ai nostri tempi tenda ad autocelebrarsi dimenticando la dimensione umana che essa inevitabilmente dovrebbe avere. L'architettura dovrebbe conservare oggi, almeno in parte, quel rispetto per la dimensione fisica ed emotiva dell'uomo. Egli si sente spesso spaesato di fronte a troppo puri e algidi mega spazi contemporanei  L'uomo ha forse bisogno di riconoscersi ancora nello spazio che lo circonda. Ciò spesso ha significato irretire l'architettura, impedendogli di essere qualcosa in-divenire, come un organismo autonomo che si evolve in base ai fenomeni ambientali che accadono fuori e dentro esso. Se si trovasse il giusto rapporto tra uomo e architettura, senza per forza tornare a schemi di inizio XX secolo, forse egli si troverebbe più a suo agio tra gli "organismi "che poco a poco nascono qua e là nelle nostre città e paesi.